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A R2B il fashion nella competizione globale. Analisi ed esperienze degli attori del territorio
07/06/2019
BOLOGNA - R2B - Fiera

Il fashion nella competizione globale. Analisi ed esperienze degli attori del territorio.
Anche quest’anno una iniziativa interamente dedicata alla industria della moda si è tenuta alla manifestazione R2B 2019.

All'appuntamento dedicato al fashion organizzato a R2B da Regione Emilia-Romagna, Smau ed ART-ER quest’anno il tema era la presentazione dei risultati e le opportunità scaturite dagli ultimi due anni dell’iniziativa Fashion Valley, promossa nell’ambito della strategia S3 regionale dall’Assessorato alle Attività Produttive, in collaborazione con ART-ER Divisione Ricerca e Innovazione (Società Consortile regionale, nata dalla fusione di ASTER e ERVET, per crescita sostenibile, innovazione, l’attrattività e l’internazionalizzazione) e le Associazioni di categoria del comparto.


L’incontro, incentrato sulla discussione con panel di ospiti ha visto due momenti distinti: la presentazione in anteprima della ricerca mirata ai bisogni delle imprese della filiera della moda, realizzata da R&I s.r.l. (Ricerche e Interventi di politica industriale e del lavoro di Carpi) cui è seguita una tavola rotonda di confronto tra imprese e stakeholder del territorio su 'sostenibilità e interoperabilità delle filiere, centralità della formazione e ruolo della ricerca e dell’innovazione per ambire a una maggiore competitività e attrattività territoriale nell’affrontare la sfida globale'.


 



Il tema delle politiche industriali


Nella sua relazione Daniela Bigarelli nell’anteprima dei risultati della sua ricerca ha evidenziato come la segmentazione del mercato della moda (in fasce che potremmo tradurre in Lusso, Lusso entry level, Premium, Moda veloce) si riporti abbastanza sulla condizione delle imprese di subfornitura regionali: in particolare, afferma la ricercatrice, sono le imprese che lavorano sui segmenti più bassi e per marchi meno noti e di nicchia a soffrire di minori marginalità, mancanza di garanzie di continuità della produzione e difficoltà ad investire. Sfortunatamente questa fascia di imprese in maggiori difficoltà, nonostante una annata in ripresa, è quella che occupa una quantità stimata in non meno della metà della manodopera regionale del settore.


Interessanti le indicazioni finali della ricercatrice: 1) la necessità di migliorare l’accesso ai mercati internazionali delle imprese con marchio minore ma anche di promuovere l'accesso diretto delle aziende di subfornitura alle commesse internazionali, non limitandosi a quelle locali e 2) la necessità di interventi che, oltre a perseverare sulle strade già indicate (formazione, internazionalizzazione e attrazione territoriale), inizino anche a proporre interventi sul tema sostenibilità e l’innovazione con azioni di sistema sulla filiera, interventi cioè non più solo a misura di azienda ma della intera filiera.


Nella tavola rotonda che ne è seguita si sono confrontati Fausto Bacchini (AEFFE FASHION GROUP), Andrea Veroni (Liu-Jo), Tommaso Becca (CAMAC), Niccolò Cipriani (Rifò), Michele Galliano (Rilievi Group). Molta attenzione nel dibattito è stata data al tema della customizzazione del prodotto, che si personalizza pur mantenendo l’impronta dello stile del brand (ed a fronte di produzione di grandi volumi), ed alla necessità di tenere insieme l’esperienza di acquisto del consumatore nei segmenti alti con l’introduzione del digitale.


Altro tema: il coinvolgimento della comunità dei consumatori nel riuso di fibre tessili di abiti dismessi (abiti a km 0) per combattere lo spreco dovuto a sovraproduzione e sovraconsumo di capi. Infine gli aspetti della formazione: l’introduzione della modelleria con CAD 3D presso un personale di età matura, certamente non ‘nativi digitali’, la creazione di Academy per riuscire a trovare e formare una manodopera molto specializzata che si trova sempre più con difficoltà.


Il successivo intervento di Morena Diazzi, Direttore generale economia della conoscenza, del lavoro e dell'impresa - Regione Emilia-Romagna, è stato l’occasione per richiamare le attività e le iniziative svolte sinora, dal sostegno alla internazionalizzazione alla partecipazione ad iniziative europee delle regioni del tessile abbigliamento, alla implementazione della strategia S3, con i relativi fondi europei investiti (anche) nel settore.




 


Gli archivi della moda: il portale ERchives.it


E proprio dalle iniziative di supporto alla strategia S3 prende le mosse la seconda parte della mattinata introdotta e moderata da Flaviano Celaschi (Univ. Di Bologna), presidente del Clust-ER regionale delle industrie creative e culturali (ICC) denominato CREATE (create.clust-er.it): CREATE è un club –come lui lo ha definito- di aziende, enti di ricerca e soggetti interessati alla innovazione ed alle strategie di sviluppo di un settore che include tanto le industrie multimediali e della cultura quanto le aziende manifatturiere che fanno della creatività l’asset principale del loro lavoro (quindi l’intero comparto moda).


L’occasione è data dalla presentazione del portale ERchives (www.erchives.it) dedicato agli archivi della Moda in Emilia-Romagna, tema 'dal patrimonio del passato le leve per le sfide del futuro'. ERChives è stato presentato da Piero De Sabbata (ENEA CROSS-TEC, responsabile anche della Value Chain ‘FashionER Valley’ del clust-er ICC) che ha evidenziato come il portale nasca da una idea del clust-ER di lavorare per riconciliare la manifattura, il saper fare tipico dell’industria di questa regione con la storia e tutela dell’identità delle aziende e dei creativi che in essa hanno operato.





Il Portale ERchives promuove la conoscenza e la fruibilità degli archivi pubblici e privati che in Emilia-Romagna raccolgono e organizzano il patrimonio di conoscenza legato al settore del Fashion. Esso costituisce un primo contributo per favorire l’emersione, il consolidamento e la valorizzazione degli archivi aziendali, di singole imprese ma anche di fondazioni e distretti, con l'obiettivo di tutelare il loro patrimonio, prima che vada disperso, e aiutare a trasformarlo in una risorsa per l’azienda e per la valorizzazione del brand in ambito commerciale, anche internazionale.


Attraverso la valorizzazione degli archivi si intende, inoltre diffondere e mettere a disposizione risorse storiche che possano essere spunto per la creatività del futuro, attrarre nuovi investimenti e giovani talenti, diffondere la cultura dell'innovazione avvicinando la ricerca, la formazione e la creatività alla produzione. Il portale inizia la sua attività con un piccolo numero di archivi, rappresentativi di realtà molto varie ma tutte interessanti e ci si augura che a breve altri seguano. Per adesioni contattare il clust-er.


Il portale è stato sviluppato grazie al contributo dei soci del Clust-ER Industrie Culturali e Creative dell'Emilia-Romagna con il supporto tecnico di ART-ER S. Cons. p.a., molti hanno fornito contenuti per il portale ed in particolare i ringraziamenti sono andati a:



  • Enea CROSS-TEC per ospitare e aver progettato e sviluppato il portale ed il suo archivio,

  • Università di Bologna e Lorenzo Piazza per lo studio grafico,

  • Archivio di textile design FRI, Centro Studi e Archivio della Comunicazione (CSAC) Univ. di Parma e ISIA Faenza per aver partecipato al team di ideazione e drevisione dei contenuti,

  • En&Tech per aver messo a disposizione la App LUME Planner per la pianificazione delle visite


Nella discussione hanno parlato rappresentanti di realtà molto consolidate e d’eccellenza in questo campo, come Claudia D’Angelo, (Fashion Research Italy - FRI) che ha sottolineato l’importanza di mettere a sistema fondi e archivi per dare nuova linfa alla creazione di nuovi prodotti e nuove idee, e Francesca Zanella (CSAC – Università di Parma) che ha evidenziato quanto dietro gli oggetti di un archivio ci sia un vasto lavoro di analisi e organizzazione dei loro contenuti, soprattutto quando l’archivio si crea mente gli oggetti vengono pensati e realizzati. Punto di vista totalmente diverso, ma non per questo in contraddizione, quello dell’imprenditore Paolo Raggini (PuntoART), produttore di ricami per brand internazionali di fascia alta, che ha evidenziato come l’archivio dell’azienda sia non solo uno strumento di lavoro per i propri progettisti ma anche un elemento di marketing potente per attrarre e interessare i propri clienti.


Nelle conclusioni l’assessore Palma Costi (Assessore alle attività produttive, piano energetico, economia verde e ricostruzione post sisma - Regione Emilia-Romagna) ha confermato la volontà della Regione di intervenire a sostegno delle catene di subfornitura regionali e stimolare il ‘reshoring’ delle produzioni che tornano in regione con la creazione degli elementi di un ecosistema attrattivo per la industria del fashion mondiale. Oltre a ringraziare i partecipanti e gli attori del sistema regionale l’assessore, in conclusione ha preso anche l’impegno a muoversi sui tavoli nazionali per la tutela e promozione del made in italy (come già avvenuto in passato con il riconoscimento degli investimenti in ricerca stilistica per l’industria).

Fonte news
TECNOPOLO ENEA BOLOGNA




POR FESR

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