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Intervista, M. Annunziato, Enea: 'Corsa ai progetti per Smart Cities"
03/11/2017

Dalla newsletter "prospettiva-aperta", intervista a Mauro Annunziato, Enea: 'Corsa ai progetti per Smart Cities ma mancano una architettura nazionale e un’analisi dei migliori investimenti'. Il responsabile Smart Energy dell’ente di ricerca commenta l’ultimo rapporto EY. E spiega: 'Obiettivo raggiungibile tra 20-30 anni"

Fioccano i progetti sulle Smart Cities ovvero città intelligenti, frutto di una pianificazione urbanistica e architettonica in grado di ottimizzare i servizi (mobilità, sanità, scuola, energia) attraverso la loro digitalizzazione, una interconnessione a 360° e il coinvolgimento attivo dei cittadini nella fruizione di questi servizi innovativi. Se il traguardo è chiaro, la strada per raggiungerlo rimane però molto incerta. Soprattutto (ma non solo) nel Belpaese, dove anche chi si è già messo in cammino lo ha fatto con velocità e mezzi a ‘macchia di leopardo’. 'In questo momento c’è una corsa ai progetti Smart, il problema vero è che le città procedono ognuna per la propria strada, strade che finiscono magari poi con il rivelarsi tanti vicoli ciechi'.

Questo spiega l’ingegner Mauro Annunziato, vero pioniere del tema in Italia, responsabile Smart Energy di Enea ovvero dell’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile. Tra Smart Village e bandi europei, Annunziato disegna un quadro della situazione attuale e insieme delle prossime frontiere da esplorare che potremmo riassumere così: in Italia sul tema delle città intelligenti abbiamo (per una volta) fondi e idee, ma mancano paradossalmente le informazioni ovvero le piattaforme di dati da cui dovrebbero svilupparsi.

In parte, l’analisi di Annunziato rispecchia l’ultimo rapporto sul tema targato EY (già Ernst&Young), in cui la società di consulenza fotografa gli approcci delle amministrazioni locali alla Smart City. E dunque: EY analizza l’offerta delle nostre città a livello di quattro 'strati' ovvero servizi, piattaforme per usufruirne, infrastrutture e sensoristica. In teoria, la costruzione di una Smart City (e dunque la ri costruzione di una città in quest’ottica) dovrebbe essere attuata con passi in tutte e quattro le direzioni, per di più in modo coordinato. Nella pratica, il rapporto EY descrive evoluzioni asimmetriche, con il risultato tra l’altro che le varie realtà locali procedono di fatto in ordine sparso.

Un passaggio su tutti: 'Ben il 40% delle città capoluogo di provincia si trova in una situazione di ritardo su tutti gli strati, mentre solo il 30% in una di relativo sviluppo equilibrato. Un altro 30% si trova invece lungo un percorso squilibrato, essendo più avanti sulle infrastrutture (il 12%) o sui servizi (il 18%). Quest’ultimo dato è interessante perché mostra che le città tendono a ‘portarsi avanti’ aumentando l’erogazione di servizi, ma lo fanno prevalentemente per ‘silos’ verticali, senza quell’integrazione infrastrutturale e della sensoristica che rende i servizi veramente smart e a valore aggiunto'.

Qualche esempio. 'Le città campane e pugliesi si distinguono per un buono sviluppo infrastrutturale (soprattutto banda ultralarga, energie rinnovabili ed efficienza energetica) - si legge nel report -, ma restano ancora arretrate sui servizi. Le città toscane, invece, risultano avanzate nello sviluppo dei servizi, ma mostrano una eccessiva parcellizzazione a livello delle infrastrutture'. O ancora, 'le città alpine come Aosta, Bolzano e Trento, parte di territori che godono di maggiore autonomia, appaiono tra le più infrastrutturate d’Italia, ma con un livello di servizi che si attesta intorno al valore medio' (il rapporto completo EY su Agenda Digitale, al link).

Il seguito dell'intervista è disponibile nella newsletter Prospettiva Aperta della Regione Lombardia
Fonte news
Open Innovation Regione Lombardia




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